SONDAGGIO

Come vi sembra la nuova impaginazione?
 

 

 “PROGETTO MAGOCH” è una ricerca antropologica su campo, confluita in un lavoro espressivo e socio-culturale in grado di evocare e ri-evocare la storia italiana del Novecento, affrontata da un punto di vista individuale, familiare e locale in relazione agli avvenimenti  collettivi e ai cambiamenti culturali.

L’utilizzo dell’approccio delle “Storie di vita”  consente di connettere le biografie individuali al comportamento collettivo come parte di un continuum di mutamento storico.

Il mutamento sociale è testimoniato innanzitutto dai modi diversi con cui gli individui che si trovano sulla scena sociale in periodi successivi organizzano, scandiscono e danno senso alla propria biografia.

Biografie che a loro volta si intrecciano alla vita di un territorio cogliendone le peculiarità più profonde, per diventare testimonianza da lasciare ai posteri.

Testimonianze che vengono valorizzate anche attraverso la trasposizione artistico-spettacolare, per diventare strumento di aggregazione tra persone e “scambio di storie”.

 

Com’è costituito il PROGETTO?

  1.       uno spettacolo di narrazione ed il relativo dvd
  2.       un laboratorio (auto)-biografico sul tema del lavoro
  3.       un percorso di promozione alla lettura rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie
  4.       materiale sonoro costituito dalla testimonianza umana e lavorativa di una persona che ha vissuto in prima persona questo lavoro
  5.       la graduale scrittura di un testo letterario-reportage da pubblicare su carta e/o online in un futuro prossimo

 

Cosa è MAGOCH?

 

MAGOCH il folle sogno di un gruppo di uomini nel secondo dopoguerra

MAGOCH un nome dalla sonorità dura e gutturale, così come è arcigno il cuore e il carattere della gente bergamasca che fa questo lavoro

MAGOCH un’unica idea dalle mille sfumature: dentro la memoria orgogliosa dell’inossidabile Battista, nella voce del racconto di Alberto, nel ricordo di Angelo e nella sua voglia di lasciare traccia di sé e contribuire alla bellezza del mondo, nella forza dirompente di Pasqualì,  nell’amicizia sincera di Piero e di Agostino.

MAGOCH sono anche le gioie e le fatiche, le soddisfazioni e le delusioni, le lotte e i desideri, le vittorie e le sconfitte, personali, familiari e collettive che attraversano quasi un secolo di storia.

MAGOCH è una storia più forte del tempo, più forte del destino, più forte della morte

 

LO SPETTACOLO

“Ho sentito raccontare per molti anni e per tante volte da Battista la storia dei Magoch (muratori); la sua storia e la storia della sua famiglia.

Una delle tante famiglie bergamasche di “Magoch” che hanno ricostruito Milano nel secondo dopoguerra, trasformando la cenere e la polvere in calce, in gesso e in cemento, e poi in case, strade, palazzi, teatri, cinema.

Raccontare: perché, come dice un proverbio, raccontando si cresce ma non si invecchia,  e un uomo non muore finchè ha una storia da raccontare”.

 

Il monodramma ripercorre cinquant’anni di storia italiana e mondiale, intrecciando vicende collettive e cambiamenti culturali  a memorie personali e familiari legate al mondo del lavoro artigianale, inteso come strumento di realizzazione personale.

Siamo nel 1945: la seconda guerra mondiale è appena finita. L’Italia ne è uscita in ginocchio, distrutta, a pezzi, politicamente e moralmente.

Tutte le persone devono contribuire a far rinascere il Paese, lavorando duramente.

Dalle brume della bassa pianura padana, spunta un gruppo di stuccatori-muratori che ha la folle ambizione di ricostruire Milano, per renderla una città d’arte e lasciare ai posteri un messaggio di bellezza, in tutte le sue forme.

La comitiva - trascinata da Angelo, artista eclettico e poliedrico, un po’ Ulisse, un po’ Don Chisciotte, e dal suo scudiero, il fratello Battista, sanguigno e popolare -  vive momenti di gloria, di entusiasmo, anche al limite del paradosso.

Un giorno però, un evento improvviso rischia di frantumare ciò che fino a quel momento era stato creato.

Ma la memoria non può e non deve morire: dopo molti anni quest’epopea umana e lavorativa, custodita gelosamente, viene riscoperta e portata in scena, per tramandarne l’eroica e quotidiana passione nell’affrontare un duro ma dignitoso lavoro.

 

Ideato, scritto e interpretato da Alberto Angelo Di Monaco

Con la collaborazione e la “memoria storica”del sig. Battista Milanesi