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L’ haiku è un componimento di tre versi di 5-7-5 sillabe; ognuno contiene un kigo, ossia una parola – fiore, frutto, festività o altro- che evoca la stagione che lo incornicia; ogni poesia ha il suo motivo dominante: isolamento, mistero, povertà, instabilità…. L’haiku in passato era ritenuto “poesia del risveglio”, un oggetto di meditazione che facesse scoprire la verità essenziale, che tendesse ad indicare al lettore-discepolo la via dell’Illuminazione. Questo genere poetico rappresenta l’arte in maniera egualitaria, a portata sia del professore che del contadino; la riduzione del numero di sillabe assicura inoltre maggior chiarezza e concisione. L’haiku vive quasi completamente nella natura, ed è di grande importanza per i popoli che sentono la natura come parte integrante di essi.

I nostri passi
su un campo verde
in notti chiare

Dai campi
lieve foschia:
luna a tre quarti

Sul fiume,
un albero reclinato:
gelo tra i rovi

Bianco di neve,
petali in volo
fumo di gelo

La luna gialla,
il grano che matura,
respiro ad est

Marmorei cippi,
frammenti qua e là-
umana eco

Terra bruna,
dalla pelle levigata:
abito estivo

Un soffio di vento,
il cappello si posa
sulla terra nuda

Sera d’inverno,
lungo la strada
un’ombra gelida

Ogni mia cellula,
amore infinito:
gravitazione universale

Da una siepe all’altra 
plana il corvo:
enigmi

Terzo occhio,
un solo destino:
fiori rossi laggiù

Spazi siderali,
magma nelle profondità-
medesimo infinito

Abito di foglie
spirito di terra:
alchimia naturale

Sul letto di mais
una nuova luna:
poetica catarsi

Milioni di volte
respiro continuo,
giorno e notte

Il rosso del focolare,
il bianco della neve:
l’inverno del povero

Cento passi,
un’illusione:
certezza d’essere

Ossa di morti
canta il corvo
respiro trionfale

Giornata gelida, 
stento e fame,
sapore di libertà

Il folle e il santo,
due visi nell’ombra,
piedi nell’acqua

Tortuose vie,
la nebbia isola
lampioni persi

Mattina gelida,
piana spettrale-
il mio respiro

Passo stentato,
sentiero di ghiaia:
alle spalle, i giorni

Pensiero isolato,
nell’aria una foglia:
caduta libera

Giro di avvoltoi
spettro di morte,
resti d’uomo

Si veste d’inverno
di terra, di vento, di fame
il viandante

Specchio nello specchio
riverbero infinito,
il vuoto

Risveglio dei sensi -
due gatti per strada,
miagolio notturno

La voce del bardo,
il vento scuote
una tomba spoglia

Schiavo e sovrano
terra e oro,
infine polvere

Solitudine umana-
spina di rosa,
stella polare

Senza patria,
straniero ovunque:
eterno vagare

Delirio d’estate-
nudi in uno stagno,
pesche, vino e angurie

Prati d’autunno,
semi dell’inferno
l’ultima luna

Alito improvviso,
pioggia di foglie,
il balzo di due rane

Si tinge
di nebbia, di legna bruciata
il profumo di Ottobre

Giorni d’agonia,
lento fluire,
passo di morte

Si addormenta piangendo,
e scivola nel sonno
un amante tradito

Cavallo bianco,
recinto di siepi-
sublimazione incatenata

Una giostra che gira
il freddo sul viso:
malinconie d’altri tempi

Amore rinato:
ancora vivo
in questa notte d’autunno

Invocazione al sole,
speranza che si rinnova:
il mio viaggio senza fine

Manto di nebbia
trafitto dal sole:
poesia di pianura

Ceppi bruciati-
cenere alla terra
fumo al cielo

Universo notturno,
ronzio cosmico-
vibrazioni

Né dentro né fuori,
né in alto né in basso:
cerchio perfetto

Tempo siderale,
tempo degli insetti-
medesimo battito

Di vino e fumo,
di nebbia e castagne:
sapore d’autunno

Notte stellata,
il suono del vento,
nell’inverno gelido

Illusioni velate,
contorni indefiniti-
transizione nel grigio

HAIKU SCELTI DAI VOLUMI:

“VIAGGIANDO D’INTORNO”,“ZAMPILLI SCINTILLANTI”,“A.D. 2004”
Scritti da Alberto Di Monaco: COPYRIGHT 1999-2004

Scintillanti e immacolati,
bianchi riverberi,
la neve

Partenza e arrivo
tutto ritorna, circolare
nello stesso punto

Fiocchi di neve,
un albero spoglio, solitario
un comignolo che fuma

Il cielo,
cambia d’abito
la donna in attesa

Chi viene, chi va,
chi parte, chi torna:
cammini infiniti

Aurora del mattino,
tra il cielo e terra,
un sogno nella veglia

Bianco ovunque,
di nebbia, di neve,
la strada, sospesa

Il tempo del silenzio:
il suono del fuoco,
la neve che cade

Riverbero di luce
tra i rami fitti
tripudio di stelle


Papaveri e luna,
il sonno e l’oblio
fra il cielo e la terra


Rugiada mattutina
fra la tela di ragno
i raggi del sole

Abbraccia la morte
la calura estiva
che svanisce nel vento

Luce lunare,
trafitta la nebbia
soltanto il buio

Cielo basso, la neve
lieve, il rumore
del fuoco e del mio respiro

Cala sul cuore
il gelo d’inverno
persiste, la solitudine

Onda su onda
a riva si infrange
l’altalena marina
Sentieri sassosi
un passo dopo l’altro
fino alla vetta
Solo il cielo
sopra di noi
il segno divino
Marasma primordiale
tra fuoco e ghiaccio
gemiti di energia
Ponte sul fiume
in un velo incantato
una sera di ottobre
Esplosione primaverile:
distesa verde e rossa,
fra l’orzo nodoso i papaveri
Duello a distanza
fuoco e vento
nel camino,un sibilo

Sale al cielo
la fiamma
divora la cera

Prisma dai volti cangianti
nella luce
presenza eterna
Sintesi ultima
nell'assoluto
spirito e materia
Cielo terso
tra due scie di stelle
la luna piena
Uno sciame di nuvole
scivola nella notte
lo svanire dei rumori
Mi cullo dolce
in un filo di sogno
il firmamento
All’imbrunire
mi incammino solo
e lascio il giorno
 
Morsa di freddo
cala nel buio
la prima neve

 

Haiku scelti dai volumi:

“SPECCHI DI LAMPI E D’INCANTI; 
“A LUME DI ILLUSIONI”;
“ALLA PENOMBRA DEL MIO CANTO”
"OLTRE L'ORIZZONTE NUVOLE DI LUCE"
“DAI CREPUSCOLI SERALI AI GORGHI NOTTURNI”

scritti da Alberto Di Monaco copyright 2005-2009