SONDAGGIO

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VICENDE DEL GIULLARE BERTOLDO

Monodramma sonoro di narrazione

Bertoldo è un giullare di corte, umile, schietto e concreto, che con le sue avventure, le sue battute e i suoi indovinelli esilaranti diverte, si diverte e beffa i prepotenti .

È portatore di valori semplici ed elementari e sa sdrammatizzare i grandi problemi, senza mai banalizzarli, anzi trovando risposte argute, e mettendo in guardia coloro i quali si credono i depositari del “sapere ufficiale”.

Il monodramma sonoro di narrazione, si presenta serrato e coinvolgente, ed è accompagnato da un contrappunto musicale e canoro che scandisce la trama e sottolinea i punti apicali della narrazione.
Due sedie, poche luci, due voci e la musica, per ripercorrere insieme, spettatori e narratori, un viaggio nel sapere popolare comune a più tradizioni.

LA STORIA CHE A VOI GENTE ANDREMO A RACCONTARE….PARLA DI UN EROE DI NATURA POPOLARE, GIROVAGO. BEFFARDO E UN PO’ CONQUISTATORE, MA FURBO IRREQUIETO ED ABILE IMPOSTORE. E COME I GRANDI EROI LA GENTE POI LO HA PIANTO SU UNA TOMBA OSCURA MA CON ONORE E VANTO

Fra gli uomini Dio creò anche gli eroi. Figure fuori dalle righe e dagli schemi, capaci di ribaltare le sorti di situazioni avverse fino a renderle favorevoli.

Eroi che stanno dalla parte dei poveri e degli umili, che sbeffeggiano i ricchi  e i potenti che credono di potere tutto, ma non sanno che “quattrini e santità, la metà della metà”.

I potenti del resto hanno sempre avuto paura di questi personaggi, veri e propri dissacratori e rivoluzionari.

Ogni regione ha i suoi eroi: Lombardia, toscana, catalogna, bretagna, scandinavia, africa, cina, india è uguale dappertutto, oggi come ieri, ieri come oggi.

ancora oggi si racconta che se andate in un cimitero sperduto, fra le colline e le pianure, e vi fermate vicino al cipresso più alto, di fronte ad un sasso scalfito, e chiudete gli occhi, nelle sere d’inverno, quando il vento soffia, si sente una voce, suadente e sorridente, fonda e squillante allo stesso tempo che recita queste parole:

“In questa tomba tenebrosa e scura, giace un villano di sì difforme aspetto( Do/ RE/ LA)

Che più d’orso che d’uomo avea figura( Sol….), ma di tanto nobile ed abile intelletto, che stupir fece il mondo e la natura. Mentre egli visse fu Bertoldo detto, fu grato al re, morì con aspri duoli per non poter mangiare le  rape ed i  fagioli”.